Comunicato stampa
Il Comune di Capo di Ponte e l’adesione all’Ato
Emittente: Sindaco comunale Francesco Rosario Antonio Manella
In queste settimane, tra le istituzioni locali e le forze politiche, è particolarmente intenso il dibattito sulla questione dell’Ambito Territoriale Ottimale (ATO), a cui è strettamente legata la gestione del ciclo integrato delle acque (captazione, distribuzione e depurazione).
Vogliamo, come Amministrazione, portare il nostro contributo, consapevoli che è di fondamentale importanza dibattere e ragione alla luce del sole, al fine di cercare soluzioni utili e condivise che portino vantaggi per la popolazione dell’intera Vallecamonica.
In data 30/11/2006 la seduta del Consiglio comunale di Capo di Ponte ha formalmente preso atto della legge vigente in materia. In data 26/10/06, sempre durante una seduta del Consiglio comunale, abbiamo ampiamente dibattuto e ragionato sulla questione e numerosi sono stati gli incontri preliminari avviati con i Sindaci e gli Amministratori della Valle per decidere quale posizione assumere.
La scelta dell’adesione è stata dettata dalla necessità di rispettare una legge chiara e non interpretabile e dal timore di vedere commissariato il nostro Comune. Ma non solo. Ci pareva (e ci pare) che lo spirito della legge fosse anche quello di sollecitare il mettersi in rete, come realtà pubbliche e private, per gestire il ciclo integrato dell’acqua, che ha in sé una complessità notevole e per il quale le forze dei singoli comuni, autonomi e distinti, possono poco in termini di programmazione ed investimento.
L’unione fa la forza, insomma, così come è avvenuto in passato per altri servizi da garantire su un territorio così complesso come il nostro (rifiuti e metano, per esempio). Qui ci pare che la regia delle istituzioni locali, in sinergia con tutti i Comuni, abbia funzionato, portando dei buoni vantaggi alla collettività. È possibile fare altrettanto anche con l’acqua?
Ci spaventa ovviamente l’aumento forte delle bollette, che potrà arrivare anche a triplicarsi nel giro di un triennio, così come permangono molti punti interrogativi sulla realtà che andrà a gestire tutta l’operazione, ma altre strade crediamo non ce ne siano.
Manterrà titolarità pubblica questa società? In che misura le realtà private saranno presenti al suo interno? Il profitto e gli utili saranno l’unica bussola oppure ci sarà una chiara funzione etica, soprattutto volta a tutelare i piccoli Comuni e, in generale, gli utenti?
Crediamo che gli enti comprensoriali, e con essi le realtà amministrative, debbano associarsi e verificare la possibilità di creare una realtà nuova che coinvolga tutti i soggetti interessati e possa gestire il servizio su tutta la Vallecamonica, con evidenti ricadute a favore del territorio.
Capo di Ponte, lì 23/03/2007
Francesco Manella e l’Amministrazione comunale
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